studio di psicoterapia e ipnosi clinica
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Il cancro come sentimento

Storie di incontri tra paziente oncologico e medico di famiglia: dal disincanto al rispecchiamento del dolore verso la reciprocità di cura.

Il cancro come sentimentoTra le tante esperienze raccolte in oltre vent'anni di lavoro come medico di famiglia con pazienti affetti da cancro incurabile ho scelto alcune storie emblematiche. Narrazioni che si dipanano nell'incontro tra modi diversi di convivere con il cancro e fasi diverse del mio approccio al malato oncologico. Ognuna peculiare. Ognuna profonda e simbolicamente vivace.

Pur nell'immersione nel dolore incoercibile. Come la vita è comprensiva di malattia, disagio e sfumature di morte, anche nei periodi più positivi per il benessere e descrivibili come sani, così il cancro, pur nel dolore e nella perdita di speranza, recita una sua ambivalenza.

E' assurdità, tormento e ingiustizia. Ma può produrre paradossalmente frustoli di vita inediti.

E può produrre senso. Quando scivola verso la morte nei pazienti e nei medici.

Oltre la morte in chi rimane. Nei loro cari e in noi medici di famiglia. Nel ricordo. O forse semplicemente, nel ruolo di testimoni emotivamente disponibili, ci ancoriamo a questa idea dopo aver sperimentato la frustrazione dell'impotenza e del limite. Questa ostinata credenza potrebbe essere il regalo che i pazienti che muoiono di cancro ci lasciano. Come tutela e come ringraziamento.


 

 

 
 
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